CENTRO OLOMANTICO

Sviluppo personale, Pensiero

Pensiero moderno e potere


L’atavica abitudine di difendersi attaccando, nei secoli ha assunto dimensioni preoccupanti. Sto parlando del naturale orientamento di ogni forma vivente ad accumulare risorse nei periodi d’abbondanza per utilizzarle in caso di necessità.

Sarebbe opportuno prendere coscienza di alcuni aspetti della questione umana vista la portata delle ripercussioni, che ognuno di noi, genera all’interno dell’ecosistema nel quale tutti viviamo.

La continua ricerca del potere è, a una delle aberrazioni derivanti dall’enorme stress al quale noi siamo sottoposti da secoli. Un grande peso grava sulle nostre spalle, un peso che la maggior parte di noi rifiuta ancora di accettare, non parliamo poi di prenderne coscienza.

E’ quasi certo che siamo una delle razze più intelligenti del pianeta e ciò comporta grandi responsabilità sia nel presente che nel futuro, nel concreto come nel trascendentale.

Se è vero che la Vita nasce per procedere in una direzione, di conseguenza questa viene in primo luogo ricercata attraverso fasi evolutive di analisi e di sintesi. Diviene inutile sottolineare che la maggior parte del compito spetta agli organismi più evoluti ovvero noi.

La storia è formata da un continuo alternarsi di epoche di crisi, durante le quali ognuno vive più o meno nel buio ed è alla ricerca di una nuova verità da seguire, (oggi siamo precisamente a questo punto) e periodi nei quali la coscienza di razza si basa sulle certezze acquisite producendo momenti di vero e proprio splendore.

Questa è la manifestazione di una delle leggi fondamentali della natura, che viene riassunta da Ermete Trismegisto nell’antico enunciato: Come è in alto, così è in basso.

In molti pensano che, se l’Uomo riscoprisse le leggi che regolano la vita, automaticamente conoscerebbe se stesso e gli sarebbe molto più facile vederci più chiaro. Queste leggi sono pochissime e agiscono a livello macroscopico e microscopico regolando tutti, gli aspetti dell’esistenza: da quello puramente fisico, all’emozionale, allo psicologico, al trascendentale.

Se ci fosse qualcosa che sfugge all’armonia di tali leggi, questo è certamente il nostro universo mentale, partorito da piccoli déi (noi) che si stanno esercitando a creare. Forse il momento è proprio questo di allungare il tentacolo in una certa direzione per ottenere aiuto e rinfrescarsi la memoria su un paio di cosette. Intanto smettiamo di separare, e ricominciamo a unire.

La prima necessità è quella si smettere di classificare ogni cosa, finirla con il discernere fra il bene i il male.

C’è un’enorme possibilità che quest’ultimo sia frutto esclusivamente della propria mente, che va ad influire sui nostri pensieri condizionando l’umano percepire delle cole del mondo.

Siamo così da sempre perciò non dobbiamo escludere a priori quest’idea. Amare la verità in primo luogo significa mettersi in discussione, farlo quasi per gioco per seguire il più possibile il passo della grande danza della Vita. Questo processo può essere facilitato abbandonandosi a questa danza con totale fiducia.

Questa certezza può essere accudita con un processo empirico e progressivo, anche se è difficile da credere, che consiste inizialmente nel rimettere in discussione qualsiasi nostro valore e certezza. Così si può determinare se essi siano autenticamente nostri e a individuare, tra i pensieri che ci vorticano nella mente senza che sappiamo da dove siano giunti, quelle leggi solo apparentemente magiche che sono responsabili dell’andamento della vita nostra e del creato.

Probabilmente i problemi che oggi abbiamo non derivano dall’ingiustizia della vita, ma dal nostro ignorarne quei meccanismi che invece gli animali e le stagioni conoscono alla perfezione, anche se sono privi di consapevolezza.

A questo punto, inevitabilmente, il famoso morso della mela assume connotati e significati diversi da quelli di sempre: potrebbe essere il ricordo, deformato in leggenda, di un compito importantissimo d’esclusiva competenza della nostra razza, quello di scoprire il sapore, la consistenza e l’aspetto interiore dei frutti del creato.

Presto potremo non sentirci più dei peccatori. Finalmente potremmo comprendere che un compito di enorme importanza è stato affidato dall’Esistenza al genere umano, compito per assolvere il quale ognuno di noi può essere continuamente nutrito di gioia, risorse e strumenti nel rispetto di un’altra delle leggi fondamentali della vita: quella di causa-effetto.

Se si inizia ognuno a produrre con la propria coscienza, presto e senza sapere da dove provenga, potremo sentire nelle vene un nuovo nutrimento quello più congeniale per ognuno di noi.

Si può provare con lo spirito giocoso che potremmo avere amoreggiando con la persona dei tuoi sogni. La Vita ci è Madre, ci è Padre, ma è anche la nostra amante di sempre.

Per molti questo atteggiamento è il prossimo inevitabile assunto generazionale, perché l’attuale stile di vita, il nostro modo aggressivo di interpretare la realtà e di affrontarla, è ormai divenuto anacronistico e alimenta da parecchio tempo una visione distorta e inconcludente della realtà.

Oggi non c’è rimasta alcuna direzione da seguire se non la più apparentemente improbabile che è quella che chiama in causa l’interiore e apre la buia frontiera che conduce all’Assoluto, e perciò le persone ci trovano ad essere in crisi.

In che modo ci conviene affrontarla? Diverso, in base all’entusiasmo. Agiamo con serietà ed equilibrio, ma anche giocando, altrimenti perderemo molte partite prima di capirci qualcosa. Capiamo che la prossima partita ognuno dovrà giocarla a modo proprio, ogni riferimento ai “si dice” e ai “si fa” condurrà nel migliore dei casi a uno stallo.

Nell’incertezza della nostra epoca il genere umano ha già fatto molto. Ci troviamo tutti di fronte a un portale che nasconde mille promesse e, senza saperlo, ci stiamo velocemente preparando alla prossima mossa.

Possiamo prendere il tempo che ci serve ma senza dimenticare che il nostro futuro è oltre quella soglia e non gli sfuggiremo, soprattutto perché è un futuro di luce. Ognuno di noi deve decidere se vivere da protagonista, contribuendo a creare un mondo migliore, o da immobile perdente.

Lasciamoci travolgere dal richiamo, rimbocchiamoci le maniche, dimentichiamo il bisogno di portarci dietro armi, denaro, sicurezze. Là dove prima o poi andremo ci occorrerà solo l’entusiasmo di scoprire e di creare ancora e sempre di più.